Il Centro Studi Internazionali Santa Maria Goretti nasce a seguito di un’intuizione dell’amministrazione Principi, pensando a Corinaldo come la “città della donna”, a partire dalla figura di Santa Maria Goretti.
Le tematiche di genere sono un argomento estremamente attuale, tanto che l’obiettivo 5 dell’agenda ONU 2030 si prefigge di “raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”. La questione è molto complessa e più interessante di quanto si possa pensare; richiede un cambiamento di prospettiva in tutti gli ambiti: il concetto cardine è quello di riconoscere la diversità come motore di crescita e promuovere l’inclusività per costruire una società migliore. L’attività di questi due anni del Centro Studi Santa Maria Goretti, pensata assieme alla cabina di regia e sostenuta dall’amministrazione Aloisi, si è concentrata sulla promozione culturale di una visione più ampia e articolata, dove il pensiero e l’esperienza delle donne possa confrontarsi ed integrarsi con quello prestabilito e acquisito, che è quasi sempre di carattere maschile. Gli economisti ricordano che la promozione di un ambiente in cui le donne possano eccellere, contribuisce al successo complessivo di tutta la società. Non si tratta – quindi – di parlare in termini di contrapposizione, ma di inclusività, per creare realtà più accoglienti e sostenibili. Nel campo della medicina, del lavoro, dello sport, dell’arte, della letteratura, del contesto sociale (per citare solo alcuni esempi delle tematiche trattate), la donna si è dovuta conquistare, a fatica, uno spazio, per dare visibilità al proprio valore ed a quello di tantissime donne che spesso rischiano di rimanere nell’ombra e nel disinteresse collettivo. Un altro tema importante (ed altrettanto attuale) è quello dedicato alla violenza contro le donne, tanto che il Centro Studi è dedicato alla “nostra” Santa, vittima di femminicidio. Si tratta, anche in questo contesto, di mettere in discussione una cultura che appartiene a tutti e tutte, basata sul dominio di chi si trova in una posizione di forza. Ma chi è il più forte? Generalizzare è sempre un errore: non è corretto pensare alle donne come il sesso debole e agli uomini come il sesso forte; è innegabile, invece, che gli uomini, storicamente, siano sempre stati in una posizione dominante, di potere e controllo. È questo che fa la differenza. La storia, le società, le città, le famiglie, sarebbero diverse se ci fosse stata una reale parità, alla quale si deve necessariamente tendere. L’ultimo aspetto, non certo meno importante, è quello legato alla storia di Santa Maria Goretti, alla vicenda umana di una bambina vissuta in un periodo storico di miseria, povertà ed ingiustizie, che grazie alla fede, ha avuto la forza di affrontare le difficoltà della vita. Una storia che merita di essere approfondita, anche per quel bisogno di spiritualità innato in ognuno di noi, che il ritmo frenetico della vita non ci permette di accogliere.
Myriam Fugaro
Coordinatrice del Centro Studi Internazionale Santa Maria Goretti di Corinaldo